Ma che avete in testa, la caniglia, voi che non siete andati e voi che avete votati gli stessi partiti che vi derubavano...........Elezioni Basilicata, primi dati: in vantaggio Pittella (Pd) con oltre il 60%
Dopo 120 sezioni scrutinate, il candidato del centrosinistra stacca di oltre 40 punti percentuali Tito Di Maggio, sostenuto dal centrodestra. A seguire, Piernicola Pedicini del Movimento 5 Stelle (10%) e Maria Murante di Sel (4%). Crolla l'affluenza: hanno votato solo il 47% degli aventi diritto
Per quanto riguarda i partiti, il Pd si conferma primo in Basilicata con i voti di un votante circa su quattro (24%). Il Movimento 5 Stelle raccoglie il 7% di lista e l’11% per il candidato presidente Piernicola Pedicini. Il Movimento non era presente alle elezioni regionali del 2010, pertanto non c’è una competizione analoga con cui fare confronti. Alle politiche, però, era diventato il secondo partito con il 25% circa dei consensi dei lucani. Tra le altre liste, exploit di quella collegata al candidato di centrosinistra, “Pittella presidente” (15%), che aveva rischiato di non essere in lizza, con un risultato raccolto soprattutto in provincia di Potenza. In quella di Matera si mette in evidenza il Centro Democratico (oltre 10%). Il Pdl veleggia intorno al 13% e potrebbe essere l’ultima volta che questo simbolo compare su una scheda elettorale.
Ma il grande protagonista della tornata elettorale è stato il crollo dell’affluenza: in Basilicata hanno votato solo il 47,62 per cento dei 575.160 aventi diritto. Nelle precedenti elezioni regionali, la percentuale finale dei votanti era stata pari al 62,80 per cento. “Il dato finale dell’affluenza alle urne per le elezioni regionali di Basilicata ha segnato il dato record, per questa regione, del 47,57%. Mai visto prima da queste parti. Fino a qualche tempo fa addirittura impensabile”, spiega Antonio Forcillo, portavoce del movimento astensionista Cvdp (Commissione di vigilanza per la democrazia partecipativa) che si è costituito in Basilicata sei anni fa. Il movimento punta il dito sullo “sfruttamento delle enormi ricchezze territoriali senza alcuno scrupolo o remora”.
“Il dato finale della mancata affluenza, corrispondente quindi al 52,43%, al quale si andranno ovviamente ad aggiungere le numerose schede bianche, nulle e non attribuibili che copiose stanno emergendo fin dalle prime fasi dello spoglio – aggiunge Forcillo – è già di per sé una vera e propria rivoluzione democratica, e rappresenta, finalmente, l’atto di ribellione e di riscatto di una popolazione martire e succube delle bande politiche che da decenni la soggiogano”.
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