Società stagnante
Una socialità potente, sanno tutto di tutti, danno le tracciabilità. Le dinamiche comportamentali sono delegittimazioni e calunnie; gli stili di vita fanno da promozioni e per il resto silenzio, tutto sottovoce, guardinghi e attenti. Un monitoraggio e dossieraggio continuo. Ottimismo che sa di positivismo, dei tutto a posto. Qui non si capisce la differenza tra bene e male, tra morte e vita (vedi caso Englaro). Al tutto ci pensano loro. E quando ci hanno pensato loro, campi di concentramento, gulag, sterilizzazioni, cavie. Mio padre a 64 anni è morto consumato da guerra, tasse e fatica. Mentre altri più esili e fragili, coperti e protetti vissero infami e contenti. La bellezza non porta pane a casa si diceva una volta, per dire che comunque si doveva faticare. Beh la verità è sotto gli occhi di tutti l’art 1: la repubblica è fondata sul lavoro. E la Genesi: dovrai vivere con il lavoro della propria fronte sono apologie imbonitorie. Qui sono stati premiati e foraggiati i clericalismi e collaborazionisti che fanno tirannia delle virtù, un vero e proprio terrorismo psicologico come un venticello che si insinua dappertutto. La verità è che l’onesto e lavoratore è tendenzialmente una persona scomoda per virtù e per indipendenza d’opinione. In questa società stagnante, in cui apparentemente tutto è calmo, ma sotto, sotto c’è una vita sotterranea. Nessuno e ciò che dice di essere e nulla e ciò che appare. Il tutto va a configurarsi in un danno biologico, morale ed esistenziale.
Salvatore Loviso Calvello (Pz)
Nessun commento:
Posta un commento