sabato 15 marzo 2014

Volti e risvolti

Molti di quei <<falliti>> sono stati portatori d’innovazione, libertà e verità, rispetto agli attuali riqualificati dei “bell fatt”, mero prodotto di consumo, conformismo e “falsi ribelli”, perfettamente integrati. Moralisti e bacchettoni che si accaniscono sui resti dei non conformi, sono altre cose che danneggiano l’immagine del paese. Non certo i CORPI INTOZZATI dei campagnoli che si accontentavano di pochissimo. Ben altre distrazioni invocano i sensi di questo popolo, altri paradisi, con la volgare soddisfazione del culto igienista, in forma, in salute in una ricerca di “volontà di potenza”. Un corpo senza alcuna naturalità, atletico, scolpito. Velo e immagine che protegge e promuove. Esistere e rivolgersi all’Altro. Ma lo stato-chiesa ha premiato con assistenzialismi vari chi gli era utile, e ora nei loro tutto è dovuto; francamente se ne infischiano. Il ricordo va ad una donna minuta in cui il suo fare svelto, su sentieri polverosi e accidentati, con un figlio disabile l’altro piccolo con marito all’estero. Quella donnina di riscontro ha trovato solo chi voleva incutergli sensi di colpa su tematiche a pesanti sfondi eugenetiche. Sveglia all’alba, colazione, camminate infinite visto la frammentazione rurale, lavoro, vigna, orto, campi di grano, capre, porci, galline ecc. tutti i giorni. Orgogliosa di quel figlio che va bene a scuola, caricarsi legna, tutto sulla testa, perchè, quando ritorna deve cucinare e riscaldarsi. Ha rinunciato a tutto pur di far vivere suo figlio. E possibilmente studiare. La vedono camminare sola, sempre vestita di nero. Storie del passato recente, ma ancora presenti in altre parti. Preoccupata di non far arrivare tardi e composto a scuola questo suo figlio esile e ribelle. Fatiche simili, stria di umiltà e ostinazione. Oggi molti annoiati premiati di aver schifato e svenduto questo passato. È solo un minimo di una dolce amara realtà. Lo stato-chiesa ha alimentato questo principio di strafottenza e si sono sentiti autorizzati e coperti, se ne fottono dell’Altro lo Stato pensa a tutto. I vizi sono cose da ricchi. E aggiungono sottovoce: come mai tanti convivono tranquillamente con queste “colpe”. Mentre se le fa un altro viene colto con le mani nel sacco? La risposta: le corna dei poveri sono di noce (rimbombano e risuonano in questo teatro delle farse), quelle dei ricchi sono ovattate.
Salvatore Loviso Calvello (Pz)

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