lunedì 17 febbraio 2014

SCuSe VaRiABiLi

La gente che sta bene. Per loro la crisi e i problemi, è cosa da falliti. Poi ci sono le “vittime” apparentemente dimessi, in realtà danno prestigio ed impone ascolti, rafforzano i potentati di turno, alimentando indennità. La concorrenza sleale delle vittime, come una sorta di primato della sofferenza. Altri sempre precari, in cerca del migliore dei mondi possibili, immagini di rinascere o vivere in altri posti. Modi per non assumersi ed esporsi nel presente, non identificandosi nella situazione attuale e magari correggere la rotta futura. Facili e comode rimozioni. Tra varianti e tornanti si accontenta prima il dente, poi il parente ed infine i vari supporter. In questa logica io sono sempre caco. Lo stato e i suoi satelliti che dovrebbero tutelarmi sono complici e partecipi, anzi contribuiscono non poco all’idea di distruggerti. A questo si uniscono i vari eserciti della salvezza, che nei fatti vogliono solo umiliare la dignità degli altri, con le loro moine untuose e caritatevole. C’è gente che vuole fare solo le prediche. Non se ne fottono di niente. Vedono sempre il male. Dopo l’industrializzazione degli anni 60, si è emigrati in massa, gli uomini di fatica in Svizzera e nel nord, quelli d’affari a Potenza, politici ed intellettuali a Napoli. I facoltosi hanno abbandonato tutto. E i “fessi” sono rimasti ad ascoltare le loro frasi serie ed inopportune che fanno perdere le occasioni buone. Questo ha prodotto un’ampia fascia sociale sempre in stato di gravidanza, e da qui una volta per loro, un’altra per i figli, poi per contributi vari, stanno sempre, a fare richieste. Ma queste richieste hanno un prezzo, anestetizzare la ragione. Il sonno della ragione genera mostri e mostruosità. Il tutto tra varianti e tornanti. SCUSE VARIABILI.

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