sabato 15 marzo 2014

Riparte l'economia britannica e il mattone si fa incandescente

E' ormai fuori questione che l'economia britannica è ripartita. Con rosee previsioni per il futuro, benedette dal FMI, secondo cui il pil quest'anno dovrebbe crescere addirittura del 2,4%, facendo del Regno Unito il paese più virtuoso dell'Unione Europea. Secondo la media delle previsioni degli economisti, peraltro, la crescita potrebbe essere addirittura del 2,7%. La disoccupazione ha registrato un brusco calo nel trimestre terminato a novembre toccando il 7,1% dal 7,4% a ottobre. Un dato che ha costretto il Governatore della Bank of England, Mark Carney, a una brusca conversione, annunciando dal palco di Davos che la Banca centrale non darà tutto sommato nelle proprie decisioni un peso eccessivo al tasso di disoccupazione. Carney, imitando la Fed, aveva infatti dato una further guidance per preparare i mercati in modo morbido al rialzo dei tassi, dicendo che la Banca si sarebbe messa in allerta una volta che la disoccupazione avrebbe raggiunto quota 7%. L'economia ha accelerato a tal punto da cogliere la Banca d'Inghilterra con la guardia troppo bassa, costringendola a correggere il tiro in tutta fretta.
Quanto questa ripresa sia solida e destinata a durare è tutto da provare. E' un fatto che l'economia britannica ha dato segni di salute in varie aree lo scorso anno, prima tra tutte una produzione automobilistica ai massimi da sei anni con un balzo del 3,1% sul 2012, superando 1,5 milioni di pezzi. Motivo di tanto successo il fatto che 4 su 5 auto prodotte in Gran Bretagna sono destinate all'estero e in grande parte in mercati extraueopei come Cina, Usa e Russia dove non c'era crisi. Molte auto peraltro mirano alla fascia medio alta come Jaguar, Land Rover e Mini. Lo scorso anno peraltro i produttori in terra britannica hanno investito ben 2,5 miliardi di sterline (circa 3 miliardi di euro) e i risultati sono previsti ancora più robusti negli anni a venire.
Quello che preoccupa è che la crescita si è riflessa in una bolla immobiliare impressionante. Secondo uno studio dell'Agenzia Savills lo scorso anno i valori delle case della sola Londra sono aumentati di 100 miliardi di sterline (120 miliardi di euro) raggiungendo un totale di 1250 miliardi (1500 miliardi di euro) con i dieci quartieri più eleganti che hanno raggiunto quota 609 miliardi, di cui soltanto Kensington e Chelsea e Westminster che hanno pesato per 204 miliardi, quanto il valore totale immobiliare del Galles.  Il valore del mattone di Londra è insomma raddoppiato dai 662 miliardi del 2003. E ciò alla faccia di una crisi economica devastante tra il 2008 e oggi. Il pil britannico peraltro in valore assoluto deve ancora raggiungere i livelli del 2007 dopo la caduta del 2008/9 e il ristagno successivo. Tra valori del mattone della capitale e ripresa dell'economia reale resta dunque una dissociazione importante. In gran parte si spiega con l'assalto degli stranieri alla capitale, ma in buona parte anche con il fatto che il Governo ha alimentato la bolla con lo schema help to buy per i compratori di prime case che possono contrarre un mutuo pagando solo il 5%  del totale a fronte di una massa di debito bancario. Non è un caso che i prezzi sono saliti in tutto il Paese. A mio avviso si tratta di squilibri molto pericolosi a fronte di un'economia ancora molto fragile. 

E ora gli inglesi temono il pericolo...Bianco

Il casus belli, la goccia che sta facendo traboccare il vaso, viene dal fatto che dal 1 gennaio di quest'anno, in base alle leggi di libera circolazione della Unione Europea, i cittadini romeni e bulgari potranno stabilirsi a vivere e lavorare in Gran Bretagna come qualsiasi altro cittadino UE, con gli stessi diritti dei britannici. Dopo la cosiddetta invasione di Europei dell'Est degli ultimi anni, in particolare polacchi, gli inglesi hanno visto con terrore la possibilità che una nuova ondata di europei orientali potesse stabilirsi in Gran Bretagna beneficiando e abusando di tutti i vantaggi del loro generoso sistema di welfare. Londra era riuscita a negoziare una moratoria di sette anni, bloccando la libera circolazione di bulgari e romeni, che avevano avuto l'accesso alla UE nel 2007, dopo avere notato con sgomento il forte flusso di immigrati Est Europei in seguito all'accesso del primo drappello (Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Lettonia, Estonia, Lituania e Slovenia oltre a Cipro e Malta) nel 2004. Da allora si sono stabiliti in Gran Bretagna circa 600mila polacchi.
Dato che non hanno potuto rinnegare gli impegni presi con i trattati comunitari, gli inglesi hanno cercato un sistema per arginare il nuovo flusso. Il Governo Cameron ha passato in fretta e furia una legge che impedisce a partire dal primo gennaio a chiunque (e dunque anche agli europei della UE) di accedere ai benefici di disoccupazione per almeno tre mesi dalla data di arrivo nel Paese. A partire da aprile non potranno godere dei sussidi per la casa e, una volta stabiliti dopo i tre mesi, potranno godere di un sussidio di disoccupazione in vista di un lavoro per non piu di sei mesi. La libera circolazione resta, ma i neo-arrivati dovranno trovarsi un lavoro per campare e non vivere alle spalle della previdenza britannica. Questo sfoggio di muscoli, condannato a più riprese da vari esponenti della UE, va contro i trattati comunitari, dal momento che viola la legge di libera circolazione sul mercato del lavoro. Gli inglesi si giustificano dicendo che sono stati le maggiori vittime dell'influsso di europei orientali. Ciò che è ironico è che gli inglesi, critici su molti aspetti dell'Unione europea, si sono battuti più di ogni altro per l'approfondimento del mercato unico sia del lavoro sia dei capitali e ora paiono avere paura delle conseguenze. 
Peraltro, il Governo Cameron è messo alle strette da una crescente ondata di sentimento anti -immigrazione che viene cavalcato da destra dal partito Ukip di Nigel Farage. Questi ha proposto recentemente che la moratoria sul welfare sia estesa a 5 anni . Se passasse la proposta, molti europei che si trovano da anni in Gran Bretagna si vedrebbero togliere i benefici del welfare fino a quando non raggiungeranno il quinto anno di residenza. Il sindaco di Londra Boris Johnson ha proposto un periodo di 2 anni. Downing Street fortunatamente è scesa in campo dicendo che oltre i 3 mesi la moratoria rischia di essere illegale rispetto ai trattati UE. Tanta è la pressione anti immigrazione che perfino il filoeuropeo liberaldemocratico Nick Clegg ha detto che i due anni potrebbero essere un'ipotesi se concordata e condivisa con altri Paesi UE come Germania Francia e Italia. Il che rischierebbe di creare un'alleanza tra ricchi europei contro i Paesi più deboli. Ma la pressione, come si diceva, è alta: uno studio di British Social Attitudes rilevava recentemente che oltre tre quarti dei cittadini britannici vuole un argine all'immigrazione e il 56%  un forte taglio. Il Governo Cameron ha promesso di arginare l'immigrazione netta (immigrati meno emigrati) a 100mila persone l'anno. Attualmente siamo a quota 180mila con tendenza all'aumento anche perchè a fronte di un flusso costante di immigrati, se non addirittura a una flessione, gli inglesi emigrano molto di meno sul continente europeo a causa della crisi economica.
Le crisi economiche alimentano reazioni nazionalistiche. Ciò che fa specie è che sia la Gran Bretagna, paladina del libero scambio e dei mercati aperti, ad adottare questa chiusura a riccio. Spiace che perfino Boris Johnson, sindaco di Londra, che ne ha difeso a spada tratta il cosmopolitismo, ora chieda una moratoria di due anni. Io credo fermamente che tutto ciò sia sbagliato e che gli inglesi si stiano sparando su un piede. Infatti la forza di questo Paese in questi ultimi 20 anni è proprio derivata dalla forte immigrazione europea. I rampolli della classe dirigente del continente sono giunti a decine di migliaia (depauperando i rispetivi Paesid'origine) contribuendo al boom della finanza, dei media, dell'arte, del design e dell'architettura, ossia di tutte quelle cose che hanno fatto Londra una città unica al mondo. Lo stesso è valso nella fascia media e bassa, dato che sono stati proprio i polacchi, i lituani e anche tantissimi giovani spagnoli, italiani e pure francesi  a creare un nuovo paradigma nella ristorazione, moda, arredamento, retail, artigianato, negozi e costruzioni sostituendo e arricchendo una scadente mano d'opera inglese con una mano d'opera di alta qualità. Il boom di Londra ma anche di altri città inglesi è stato in massima parte merito dei 2 milioni di europei che hanno trovato nella Gran Bretagna il terreno fertile che non avevano trovato a casa propria a causa di un mercato del lavoro bloccato e della scarsa meritocrazia. Chiedete a qualsiasi inglese se volesse tornare a ristrutturare la propria casa con mano d'opera locale rispetto agli immigrati polacchi o lituani o se volesse uscire a cena in un tradizionale pub inglese e riceverete un fermo no grazie. Il gioco della libera concorrenza ha moltiplicato infinitamente in meglio la qualità della vita dei britannici.
Non è inoltre vero che gli stranieri si tuffano a corpo morto sul welfare degli inglesi. Chi viene sull'isola lo fa in massima parte perchè ha voglia di lavorare e fare le cose bene. E tantissimi non sanno neppure come si fa a sfruttare il sistema del welfare, paraltro in effetti eccessivamente generoso. Un recente studio di UCL (University College London) ha infatti rilevato che negli ultimi dieci anni gli immigrati europei hanno dato molto più in tasse e contributi sociali di quanto non abbiano ricevuto in benefici: lo studio ha quantificato la disparità nel 34% rispetto al 2% (sempre saldo positivo) degli immigrati di altri paesi. Segno che l'alta qualità dell'immigrazione europea ha fatto un'enorme differenza. Personalmente, non ho mai chiesto gli assegni famigliari (30 sterline la settimana per figlio) perchè mi vergognavo di chiedere soldi che sarebbero serviti ad altri più bisognosi (da alcuni anni peraltro la musica è cambiata infatti e i contributi non sono più universali ma erogati in modo progressivo secondo i redditi) . Guardando indietro oggi mi accorgo che ci ho rimesso parecchie migliaia di sterline in tutti quegli anni ma, facendo un breve test tra amici europei immigrati di lunga data, mi sono accorto che lo stesso hanno fatto in tanti. Insomma, a volere essere un poco paradossali, si potrebbe affermare che, oltre ad avere migliorato enormemente la qualità della vita degli inglesi, gli Europei immigrati hanno finanziato loro la previdenza sociale con entusiasmo e senza battere ciglio.
Questa deriva anti europea, con un referendum in vista che potrebbe essere vinto dai secessionisti, è molto pericolosa. Se gli europei, specie quelli di fascia alta, iniziassero a lasciare la Gran Bretagna in cerca di lidi migliori, sarebbero gli inglesi a patire di più. Il fatto è peraltro molto chiaro alla mente di miei ex colleghi di giornali inglesi o di persone della City con cui parlo di frequente e che scuotono la testa sempre più imbarazzati e disorientati. Essere euroscettici è comprensibile. Questione di opinioni. Essere anti-europei però, per un paese che, malgrado le contorsioni lessicali in senso contrario, è europeo e dall'Europa dipende in grande parte è molto poco saggio. Nessuno chiede un flusso incontrollato dell'immigrazione ovviamente, ma gli argomenti negativi che si ascoltano in modo crescente nei confronti dei cugini europei stanno diventando a mio avviso grotteschi.
Ehilì, ehilà

Chi osserva la vita, ha tutti i motivi per sorridere dei patetici tentativi di dissenso, di certi contemporanei, tra perbenismi ed estetismi vari. Personaggi terrorizzati di rimanere fuori dai giochi. Così restano in disparte, con il mondo sempre li fuori che ti aspetta, ma per un po’ almeno non ti prende per la gola. Le interpretazioni finiscono per escludere ogni altro che non fosse funzionale e il cinismo come effetto collaterale. La legge del political correct non ammette deroghe. Per quanto vogliano assurgere a ruoli di icone e solo in questo che si sviluppa e prosperano. Con benefici di vario genere. Hanno fatto una scelta fregarsene di tutto e di tutti: sanno il fatto loro. Modificando l’immagine statica dei valori e portando alla definizione di un nuovo concetto, che si piega e si incurva sotto il peso di interessi di parte e facendo sprofondare questa società in una sorta di buco nero poiché questi metodi si fanno sistema e distribuita in una miriade di interessi che interagiscono tra loro. Mentre chi viene lasciato solo si muove in una nuvola scura senza occupare uno spazio definito. AUILà, AUIELà ci siamo fatti inbacchianare questa società si è invecchiata di età e di energia, lu pan cuott ci dobbiamo mangiare.
Viaggio invisibile

Guardano la loro casa ordinata, pulita, comoda. Posano lo sguardo tra le cose, abbracciano i loro figli si allontanano presi dalle loro idealizzazioni: vogliono il meglio. La disgregazione di chi non è conforme fa parte del gioco, in quella linea di continuità ad Eicheman e alla banalità del male, mediamente ipocriti e semplicemente calcolatori sociali. I cani randagi sono più protetti rendono splendidi. Il tutto avvallato da fiancheggiatori non certo teneri, anzi solerti a trovare colpe e difetti, magari per compensare quei silenzi del corpo, senza fremiti, dove l’onore è confuso con macho cinismo. L’abominio libertario onomatopeico di alcuni. Lo scopo? Abbassare la soglia dei diritti consentiti. Un’oscura volontà di potenza. Complici e partecipi, sempre liberi con finalità spicciole e contingenti, come quella di seminare imbarazzo tra le vittime. Come dei cecchini. Finendo con l’oscurare chi subisce; in un’intollerante svalutazione. Squallidi per non dire malvagi sempre in agguato e pronti ad infilarsi nei varchi. E molti di questi hanno un rapporto stretto o quantomeno gravitano con chi si dovrebbe occupare di diritti umani e civili. Il tutto condito da turpitudini ammantate di luoghi comuni. In quella <<naturalità>> a catena che presuppone l’uso della forza brutale o melliflua che riduce l’altro ad un oggetto inerte. E per colmo d’infamia gli si attribuisce un <<consenso>>. Vogliono il meglio. E tutto può essere obliato dall’indifferenza. Salvatore Loviso Calvello (Pz)
Paese meccanico

I mi piace vivere facile. Assistenziati a vario modo e titolo tra stipendi, attività inproduttive-insostenibili e altro. Unica clausola controllo del dissenso e pacchetti voti. Quindi promuoversi nelle varie ricorrenze e rappresentazioni, fino al confluire in associazionismi, condizionanti e perbenisti. Che possono aiutare a confluire nelle innumerevoli corsie preferenziali semplificanti. Assumendo codici di comportamento come il non bere e non fumare, e la presentabilità estetica per proteggere un’intensa attività promozionale. I patti con soldi e potere sono il pane quotidiano e i rapporti tra stato-chiesa-petrolio. Mentre alcuni riottosi-remissivi detestano, capiscono gli inganni ma non prendono le distanze, limitandosi a svelare i molti segreti di Pulcinella. Altri si inseriscono nei vuoti magari togliendo diritti alle istituzioni democratiche, tipo lavoro. Ma problemi che generano non sono piccoli. In questo pamphlet fantasticante elogiando facili dinamismi e riforme sociali. Se per caso vi fosse sfuggito “I Predatori dei valori perduti” vogliono il meglio. E per farlo devono recitare: “Personaggi in cerca d’autore” in questo teatro delle parti. Travestiti, mimetizzati, osservano, ascoltano, giudicano e psicanalizzano. Tanto non hanno fretta. Hanno tutto il tempo che gli serve. Quando ci vorrà a sentire qualche bisogno eh? Intanto loro sono lì che aspettano. Chi è quello furbo? Ci sono dei posti che ti mettono di fronte a una scelta: sopravvivere o muori. Io preferisco sopravvivere. Testa o coda? Questo è il dilemma”, come il gioco delle 3 carte. Salvatore Loviso Calvello (Pz)
Al(è)Italia

L’unione Europea ha ammonito affinchè non si diano contributi pubblici perché rientrano nella concorrenza sleale. Qui invece vige il salta chi può, Mal a chi è fess. Oltre alle borie ostentative come una sorta di derisione e disprezzo. Viva l’Italia alè, alè, alè. A proposito Calvello fa parte dell’Europa o dell’Africa visto i metodi applicativi? Nel passato l’Italia l’hanno dovuta difendere tutti, anzi molti erano imboscati: le tasse noi le abbiamo pagate ed erano frutto di immani fatiche. Domanda: cosa significhi la parola cittadino e collettività?
La terra di mezzo

La terra di mezzo o zone grigie piccoli borghesi provenienti quasi sempre dal mondo contadino. C’eravamo tanto amati, la classica frase di comodo che con i loro modi di fare e stili suggellano un sistema. Non vogliono apparire né troppo arretrati né troppo progressisti. Ma nei loro simboli vorrebbero rifarsi al mito del superuomo. Signori fisiologicamente in mezzo ci sono gli androgini? Per chi non fa parte di questo mondo hanno il dono dell’invisibilità. Una domanda: visto che siete cattolici ricchezza e presentabilità sono in linea con quella di Papa Francesco, in quelle frugalità e lussi. Inseguire i vincenti, con le vostre omertà. La banalità del conformismo. La catastrofe originaria è stata la distruzione e il disprezzo del mondo contadino, essere amici e confidenziali e amarli accettando ed imponendo confini esistenziali: in C’eravamo tanto amati. Un “terrorismo di virtù”, con quelle ironie che non solo offendevano, ma intrisa d quella componente maligna e omicida. Tutto deve rientrare in un formalismo estetico, senza difetti reali. Abituati a definire ripugnanti e osceni. Speculazione di presentabilità, c’è una certa collusione, simpatia per chi li finanzia e sovvenziona, in tutta una serie di intrecci. Tutti gli altri possono apparire ridicoli. Salvatore Loviso Calvello (Pz)
Miseria e nobiltà

<<Segregazioni accademiche>>. La quotidianità è <<il più grande laboratorio a cielo aperto della terra>>. Oggi è scomodissimo parlare di Petrolio, con molte collusioni un po’ dappertutto, di simpatie interessate a varie tipologie, convenienze. Ormai ci trattano come bambini sovvenzionano anche le feste patronali. Siamo una società subordinata a chi decide. L’informazione fosse almeno didattica già sarebbe qualcosa. La chiesa premia i fideisti canonici, che fanno proselitismi promozionali. Gli stessi che magari usano le infamie come strumento di offesa con: sfaticat, i soldi chi glie li dà, ecc. Beh i soldi forse sono i proventi di un vero vivere da cristiano cioè con il sudore della propria fronte e che sudori!!! Mentre altri si riqualificano a vario modo, trincerati nei propri benefici. Gli stereotipi esercitano un’influenza devastante, specie dove uno è più vulnerabile. Ecco perché i comportamenti denigratori sono come atti terroristici. Il tutto condito dalle loro ostensioni in quella leziosaggine, ricercatezza e altezzosità.
Miseria e nobiltà tra esibizionismo ed invisibilità.
Salvatore Loviso Calvello (Pz)
Volti e risvolti

Molti di quei <<falliti>> sono stati portatori d’innovazione, libertà e verità, rispetto agli attuali riqualificati dei “bell fatt”, mero prodotto di consumo, conformismo e “falsi ribelli”, perfettamente integrati. Moralisti e bacchettoni che si accaniscono sui resti dei non conformi, sono altre cose che danneggiano l’immagine del paese. Non certo i CORPI INTOZZATI dei campagnoli che si accontentavano di pochissimo. Ben altre distrazioni invocano i sensi di questo popolo, altri paradisi, con la volgare soddisfazione del culto igienista, in forma, in salute in una ricerca di “volontà di potenza”. Un corpo senza alcuna naturalità, atletico, scolpito. Velo e immagine che protegge e promuove. Esistere e rivolgersi all’Altro. Ma lo stato-chiesa ha premiato con assistenzialismi vari chi gli era utile, e ora nei loro tutto è dovuto; francamente se ne infischiano. Il ricordo va ad una donna minuta in cui il suo fare svelto, su sentieri polverosi e accidentati, con un figlio disabile l’altro piccolo con marito all’estero. Quella donnina di riscontro ha trovato solo chi voleva incutergli sensi di colpa su tematiche a pesanti sfondi eugenetiche. Sveglia all’alba, colazione, camminate infinite visto la frammentazione rurale, lavoro, vigna, orto, campi di grano, capre, porci, galline ecc. tutti i giorni. Orgogliosa di quel figlio che va bene a scuola, caricarsi legna, tutto sulla testa, perchè, quando ritorna deve cucinare e riscaldarsi. Ha rinunciato a tutto pur di far vivere suo figlio. E possibilmente studiare. La vedono camminare sola, sempre vestita di nero. Storie del passato recente, ma ancora presenti in altre parti. Preoccupata di non far arrivare tardi e composto a scuola questo suo figlio esile e ribelle. Fatiche simili, stria di umiltà e ostinazione. Oggi molti annoiati premiati di aver schifato e svenduto questo passato. È solo un minimo di una dolce amara realtà. Lo stato-chiesa ha alimentato questo principio di strafottenza e si sono sentiti autorizzati e coperti, se ne fottono dell’Altro lo Stato pensa a tutto. I vizi sono cose da ricchi. E aggiungono sottovoce: come mai tanti convivono tranquillamente con queste “colpe”. Mentre se le fa un altro viene colto con le mani nel sacco? La risposta: le corna dei poveri sono di noce (rimbombano e risuonano in questo teatro delle farse), quelle dei ricchi sono ovattate.
Salvatore Loviso Calvello (Pz)
Società stagnante

Una socialità potente, sanno tutto di tutti, danno le tracciabilità. Le dinamiche comportamentali sono delegittimazioni e calunnie; gli stili di vita fanno da promozioni e per il resto silenzio, tutto sottovoce, guardinghi e attenti. Un monitoraggio e dossieraggio continuo. Ottimismo che sa di positivismo, dei tutto a posto. Qui non si capisce la differenza tra bene e male, tra morte e vita (vedi caso Englaro). Al tutto ci pensano loro. E quando ci hanno pensato loro, campi di concentramento, gulag, sterilizzazioni, cavie. Mio padre a 64 anni è morto consumato da guerra, tasse e fatica. Mentre altri più esili e fragili, coperti e protetti vissero infami e contenti. La bellezza non porta pane a casa si diceva una volta, per dire che comunque si doveva faticare. Beh la verità è sotto gli occhi di tutti l’art 1: la repubblica è fondata sul lavoro. E la Genesi: dovrai vivere con il lavoro della propria fronte sono apologie imbonitorie. Qui sono stati premiati e foraggiati i clericalismi e collaborazionisti che fanno tirannia delle virtù, un vero e proprio terrorismo psicologico come un venticello che si insinua dappertutto. La verità è che l’onesto e lavoratore è tendenzialmente una persona scomoda per virtù e per indipendenza d’opinione. In questa società stagnante, in cui apparentemente tutto è calmo, ma sotto, sotto c’è una vita sotterranea. Nessuno e ciò che dice di essere e nulla e ciò che appare. Il tutto va a configurarsi in un danno biologico, morale ed esistenziale.
Salvatore Loviso Calvello (Pz)
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