sabato 14 dicembre 2013

L’illusione del bene

Immaginiamo un popolo che diventi all’improvviso onesto e sincero. Basta questo a risolvere i problemi? Il voler ricondurre il tutto solo sulla legalità, o in mere violazioni di leggi. Io ricordo di persone “abbonate” come si diceva cioè ingenuo, oggi sempre più rari, che non avrebbero potuto mai sostentarsi da soli, perché? Perchè mancavano di capacità e competenze che si acquisivano
nel tempo. Lo sviluppo è stato dovuto da chi non si è arreso alle convenzioni, e non si adattato a vivere in un mondo sbagliato. Troppi presi dai desideri di rivalsa hanno accettato le “regole della vita”. Non basta il coraggio e il lampo di un momento, ma anche l’umiltà della tenacia. Invece qui nel mi piace vivere facile aspettiamo il lampo di genio o la vincita alla lotteria, il lampo di coraggio. Manca l’entusiasmo, ma soprattutto mancano capacità e meriti che solo con il tempo, lo spazio di infiniti piccoli gesti, frutto di tenacia e costanza si possono acquisire. Mancano le doti di chi non s’arrende ad immani fatiche ed innumerevoli lutti. Mancano vigne e orti nel territorio che ci vuole “l’uomo morto”, che identificavano questi modi di fare e di vedere la vita. Perché se hai un orto non ti manca nulla. Invece qui tra uffici stampa gestiti da chi e come? E pubblicare libri ad iosa il tutto sponsorizzati. Non basta affidare le politiche di sviluppo o di coesione sociale a toghe o ad ermellini. L’onestà è un valore, che deve dare valori a capacità, meriti e competenze e non un limitarsi a vivere di rendita, di stipendi o di assistenzialismo che vanno dalle pensioni all’agricoltura. Dedicata a mia madre che di tutto questo ne ha fatto valori assoluti. A proposito vi consiglio un libro: L’Illusone del bene di Cristina Momentini, che ricalca un po’ il Film La vita degli altri. Beh la situazione è molto similare.

Nessun commento:

Posta un commento