L’illusione del bene
Immaginiamo un popolo che diventi
all’improvviso onesto e sincero. Basta questo a risolvere i problemi? Il
voler ricondurre il tutto solo sulla legalità, o in mere violazioni di
leggi. Io ricordo di persone “abbonate” come si diceva cioè ingenuo,
oggi sempre più rari, che non avrebbero potuto mai sostentarsi da soli,
perché? Perchè mancavano di capacità e competenze che si acquisivano
nel tempo. Lo sviluppo è stato dovuto da chi non si è arreso alle convenzioni,
e non si adattato a vivere in un mondo sbagliato. Troppi presi dai
desideri di rivalsa hanno accettato le “regole della vita”. Non basta il
coraggio e il lampo di un momento, ma anche l’umiltà della tenacia.
Invece qui nel mi piace vivere facile aspettiamo il lampo di genio o la
vincita alla lotteria, il lampo di coraggio. Manca l’entusiasmo, ma
soprattutto mancano capacità e meriti che solo con il tempo, lo spazio
di infiniti piccoli gesti, frutto di tenacia e costanza si possono
acquisire. Mancano le doti di chi non s’arrende ad immani fatiche ed
innumerevoli lutti. Mancano vigne e orti nel territorio che ci vuole
“l’uomo morto”, che identificavano questi modi di fare e di vedere la
vita. Perché se hai un orto non ti manca nulla. Invece qui tra uffici
stampa gestiti da chi e come? E pubblicare libri ad iosa il tutto
sponsorizzati. Non basta affidare le politiche di sviluppo o di coesione
sociale a toghe o ad ermellini. L’onestà è un valore, che deve dare
valori a capacità, meriti e competenze e non un limitarsi a vivere di
rendita, di stipendi o di assistenzialismo che vanno dalle pensioni
all’agricoltura. Dedicata a mia madre che di tutto questo ne ha fatto
valori assoluti. A proposito vi consiglio un libro: L’Illusone del bene
di Cristina Momentini, che ricalca un po’ il Film La vita degli altri.
Beh la situazione è molto similare.
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